Questo libro è, in un certo senso, il figlio naturale dei miei primi due saggi: Dante Templare Nascosto e L’Eros segreto di Dante. A dire il vero, Dante non l’ho davvero imparato al liceo: i professori correvano attraverso la Commedia soffermandosi solo sui passi più noti, senza restituirne l’organicità, la complessità, la visione d’insieme. Uscito da scuola ricordavo soprattutto l’Inferno, spettacolare e teatrale; quasi nulla del Purgatorio e assolutamente niente del Paradiso, che poi (molto più tardi) avrei scoperto essere la parte più luminosa e sorprendente dell’intera opera.
La svolta arrivò anni dopo, quando iniziai a interessarmi alla storia dei Templari, grazie soprattutto al fondamentale lavoro di Alain Demurger e a una miriade di libretti divulgativi pescati sulle bancarelle, un modo di accedere alla conoscenza ormai quasi scomparso. Fu allora che notai come Dante citasse spesso i Templari nella Commedia, con un tono che ricordava quasi quello di un tifoso. Durante le mie letture mi imbattei più volte nei riferimenti a un misterioso studioso: Robert L. John, che sosteneva con forza il legame di Dante con l’ambiente culturale templare.
Questo autore (morto nel 1981) era un sacerdote cattolico e professore di letteratura romanza all’Università di Vienna. Nel 1946 pubblicò un libro dal titolo semplicemente Dante, edito da Springer-Verlag; nel 1987 Hoepli lo tradusse in italiano con il titolo DANTE TEMPLARE. Una nuova interpretazione della Commedia. Sentii che dovevo assolutamente leggerlo.
Non conoscendo il tedesco, intorno al 2000 cominciai una caccia accanita a quel volume ormai introvabile: bancarelle, piccole librerie indipendenti, negozi specializzati, nulla. Dopo anni di ricerche senza risultato, un giorno a Roma entrai quasi rassegnato nella storica Libreria delle Occasioni ovvero la Libreria Rotondi di via Merulana, per me un luogo mitico grazie al libro di Gadda e per la sua umanità un po’ bizzarra, fatta di bar insoliti e negozietti fuori dal tempo. Chiesi al libraio, con poche speranze, se avesse quel libro. Mi sorrise e mi disse: “Si giri verso quella libreria, in basso lo trova.” Era lì. Come se mi avesse aspettato. A volte il destino ti fa dei regali inaspettati che ti riconciliano con la vita.

La lettura di quel volume per me fu illuminante.