Marzo 23, 2026

L’aiuto di Robert L. John

L'enigma del canto rubato

Ho detto che la lettura di quel volume fu illuminante e determinò il mio percorso di autore. Scoprii che il misterioso Robert L. John (di cui solo anni dopo avrei appreso il nome completo, Robert Ludwig John) sosteneva che Dante non fosse solo un poeta, ma un “iniziato”, parte di una rete clandestina legata ai Templari, che dopo la soppressione ufficiale dell’Ordine nel 1312 sarebbe sopravvissuta sotto il nome di Fede Santa.

Pur riconoscendo la simpatia evidente che Dante mostra verso i Templari, l’idea di un’investitura segreta o di una dottrina iniziatica templare non mi convinse del tutto. Mi appariva invece molto più plausibile un altro legame: quello spirituale (e forse qualcosa di più) che univa i poeti del Dolce Stil Novo. Ricordo a tutti che Dante, in tutta la Commedia, si dimostri un maestro nell’arte della dissimulazione.

Si è spesso ipotizzato che Dante fosse figura centrale dei “Fedeli d’Amore”, una confraternita poetica o iniziatica attiva tra XIII e XIV secolo. Non abbiamo prove che i Fedeli d’Amore fossero una società iniziatica formalizzata, ma esistono solide ragioni per pensare che fossero un circolo intellettuale elitario, capace di comunicare tramite simboli, allusioni e un vocabolario condiviso.

Su questo tema ho già lavorato nei miei due saggi precedenti. Ma a un certo punto arrivai a una convinzione diversa: il vero linguaggio segreto di Dante non serviva tanto a celare un’adesione templare, quanto a comunicare con i suoi compagni poeti. Le loro poesie erano, in molti casi, messaggi codificati mascherati da liriche d’amore volti a contestare la Chiesa di Roma. Un modo per dialogare senza essere intercettati dall’Inquisizione, che non avrebbe esitato a colpirli. La Vita Nova stessa potrebbe essere stata scritta in questo idioma segreto, di cui però non possediamo ancora tutte le chiavi. La donna angelicata rappresenterebbe il proprio alter ego poetico, un simbolo mistico oltre che una copertura. Rileggendo con questa lente le poesie più enigmatiche dei rimatori stilnovisti, esse acquistano un significato più coerente, meno artificioso. Molti componimenti (scambiati tra i poeti come vere e proprie lettere private) trattano temi complessi, spesso sorprendenti.

Ed è anche da questa lunga ricerca, da queste domande mai sopite, che nasce il mio nuovo libro.