Scheda libro

Dante templare nascosto

Dante templare nascosto propone una lettura originale della Commedia, concentrata sui possibili rapporti spirituali e simbolici tra Dante e l’Ordine del Tempio. Il volume nasce con un taglio dichiaratamente non sensazionalistico: l’obiettivo non è alimentare la pseudostoria, ma seguire con metodo gli indizi che emergono direttamente dai testi danteschi.

Il nucleo dell’indagine è netto: i riferimenti ai Templari non sarebbero limitati ai passi più noti su Filippo il Bello e Clemente V, ma disseminati nelle tre cantiche, spesso in forma cifrata. Ariano sviluppa così un percorso che tiene insieme storia, ermeneutica, simbologia e numerologia, cercando un equilibrio costante tra rigore interpretativo e apertura alle zone meno esplorate dell’opera dantesca.

La tesi del libro si muove su più piani. Da un lato c’è il rapporto tra Dante, la fine storica dell’Ordine templare e l’idea di una confraternita di Fedeli d’Amore capace di trasmettere messaggi sotto forma poetica; dall’altro c’è la convinzione che la Commedia sia un’opera strutturalmente cifrata, costruita con un linguaggio allegorico e iniziatico, in cui anche la numerologia svolge una funzione architettonica e interpretativa decisiva.

La prefazione insiste su un punto importante: in assenza di documenti storici diretti, il libro non pretende scorciatoie dimostrative, ma prova a far parlare gli scritti dello stesso Dante. È quindi una ricerca che invita il lettore a valutare indizi “gravi, precisi e concordanti”, verificando se davvero il poeta affidi alla propria opera un messaggio di rinnovamento spirituale e politico, legato al tema dell’equilibrio tra potere sacerdotale e potere regale.

Questa edizione cartacea del 2017, pubblicata da Tipheret nella collana Templaria, amplia e rielabora una precedente edizione ebook del 2016. Il volume a stampa conta 108 pagine e rappresenta il primo tassello della trilogia dantesca dell’autore, proseguita poi con L’eros segreto di Dante e con il progetto di un ulteriore studio dedicato agli aspetti numerologici della Commedia.

Temi del libro

  • I possibili rapporti tra Dante e l’Ordine del Tempio.
  • La Commedia come opera allegorica, iniziatica e in parte cifrata.
  • Il ruolo di san Bernardo, del linguaggio simbolico e della numerologia nella costruzione del poema.
  • Il confronto tra approccio storico-documentario e tradizioni leggendarie sorte attorno ai Templari.
  • La rilettura del Veltro e delle profezie dantesche in chiave unitaria.

Dati editoriali

  • Editore: Tipheret
  • Collana: Templaria
  • Anno: 2017
  • Pagine: 108
  • ISBN: 9788864962931

Prefazione

Non sono giunti sino a noi dati storici sui legami tra Dante e i Templari. Nessuno dei suoi biografi ne fa cenno. Tuttavia il legame di fidelizzazione di Dante all’Ordine del Tempio emerge evidente dalla lettura della Commedia e anche i commentatori accademici meno proclivi ad un’interpretazione esoterica della sua opera principale non riescono a nasconderlo, citando sempre soltanto le ben note terzine che si riferiscono a Filippo il Bello e Clemente V.

In realtà, i riferimenti ai Templari, nella Commedia, sono numerosissimi e disseminati in tutte le tre cantiche, spesso in maniera cifrata, riconoscibili solo da chi ne possieda la chiave interpretativa. Ci sono due maniere per approcciarsi al tema dei Templari: una è quella scientifica e storiografica che si basa sui documenti e sui dati oggettivi, l’altra è quella che si occupa della loro leggenda (che qualcuno vuol trasformare in mito).

Per questo la bibliografia in proposito è divenuta esorbitante e disomogenea. Come dice Alain Demurger, nel suo testo fondamentale “I Templari”, questo tema è diventato un «filone inestinguibile di quella pseudo storia che si alimenta soprattutto di enigmi e misteri inestricabili».

Non a caso, uno scrittore documentato e raffinato come Umberto Eco nel suo Il pendolo di Foucault, fa dire a un suo personaggio, il redattore editoriale Belbo: “quando uno va in una casa editrice a proporre un libro sui Templari è quasi sempre un matto”.

A causa di questa mancanza di documenti storici e nel tentativo di evitare di perdere il filo rassicurante della ragione, cercherò di tenere una trattazione in equilibrio tra storia e leggenda, basandomi, tuttavia, su elementi oggettivi, che emergono dagli scritti dello stesso Dante. In effetti, per dimostrare il rapporto tra Dante e i Templari, non c’è bisogno d’altre documentazioni bibliografiche.

È lui medesimo, con quello che scrive nelle sue opere, a fornirci le prove di un suo stretto e particolare legame con quest’ordine, della cui fine egli fu testimone contemporaneo.